SCRIVONO DI LUI
LO SCARRIOLANTE
scultura in bronzo dell'artista Giancarlo Boselli
commissionata da CPL Concordia, cooperativa di Produzione e Lavoro di Concordia (Modena)
La scultura realizzata da Boselli ritrae un uomo al lavoro. Si tratta di uno scarriolanre, cioè di un bracciante che si guadagnava da vivere con badile e carriola (da cui il nome "scarriolante") facendo lavori di sterro, movimentazione e trasporrto di terra, scavando canali, alzando argini di fiume, ecc. Lo scarriolante, alto circa 1 metro e 70, spinge una cariola (nella realtà era di legno, poi di legno e ferro) con una unica ruota ad otto raggio, il peso delle zolle di terra spostato sulla parte anteriore e delle due braccia tese nello sforzo della spinta.
Capitava infatti che fossero salite (come quella che, nella scultura, è rappresentata sotto la carriola), passerelle, o discese sdrucciolevoli le difficoltà maggiori da superare nel ragirro fra il uogo di scavo e quello di riporto. Lo scarriolante porta scarpe grosse, pantaloni lunghi per proteggersi dalla polvere e dal ango, una semplice camicia con le maniche arrotolate sugli avambracci e un cappello con la tesa, indispensabile per difen ersi dalla canicola estiva. I lavori di movimento terra infatti si svolgevano prevalentemente con il bel tempo e si fermavano complecaamente in inverno perché la terra indurita dal gelo, era impossibile da scavare. Luomo presenta uno sguardo tra l'affaticato e il concentrato, il collo con ritratte le vene in evidenza per lo sforzo di sollevamento dei manici della carriola carica di zolle. Queste ultime, ritratte come mattonelle molli affastellate l'una sull'altra, appaiono raffigurate in maniera estremamente realistica rispetto alla realtà: era infatti il badile a "tagliare" le fette di terta, ed ogni colpo d'attrezzo, ogni centimetro di argine scavato era misurato e corrispondeva al dovere del lavorante e alla paga a fine giornata con il sistema del cottimo.
La cooperativa CPL Concordi, nata nel 1899 sulla spinta del bisogno di sussistenza di questi braccianti e operai disoccupati delle terre modenesi, vide oltre 1500 soci unirsi per conquistare il lavoro e il cibo per sé e per le proprie famiglie. Il lavoro, la dura fatica di spingere avanti la carriola hanno affilato i lineamenti dell'uomo ma rappresentano anche la ferma volontà di riuscire a guadagnarsi con le proprie forze una vita migliore e meno stentata.
Roberto Casari, presidente CPL Concordia
Gli echi di una città ricca di storia, Mantova, e le suggestioni di Andrea Mantegna giungono fino a Venezia nelle mirabili opere di Giancarlo Boselli artista cesellatore che affida ai suoi rilievi in rame e acciaio sbalzato un percorso della memoria che arriva fino ai nostri giorni con forme e soggetti rivissuti intensamente nella loro essenza strutturale. Giancarlo Boselli interpreta con cura e sensibilità temi diversi accumunati da un elemento fondamentale che il segno, sempre sinuoso, raffinato, conduttore di volumi solidi ed al tempo stesso eterei, che emergono con estrema pulizia della lastra liscia per assumere volti, corpi ed espressioni di grande pregnanza. Tra i soggetti spiccano i visi paffuti di due neonati, la figura solenne del Cristo risorto, l'omaggio al Cristo morto Manteegnesco. Ovunque un senso arioso dello spazio, il gusto per l'immagine armoniosa, l'attenta analisi delle proporzioni che accentuano la presenza "fisica' delle opere.
Dott. Gabriella Niero
Nelle opere di questo artista l'osservatore prova una sensazione di pace e di ritrovata serenità nell'ammirare questi sbalzi cesellati di grande valore artistico. Quest'arte ha la capacità di racchiudere sentimenti, il coraggio di manifestarli attraverso le figure dall'espressione intensa, dalla plasticità delle forme e dall'armonia dei soggetti. Boselli attraverso le sue immagini scultoree personalissime riesce a dare una visione completa delle cose, attraverso il movimento della materia, che dona alle sue figure ampio respiro di espressione, di messaggi, di comunicazione fino a raggiungere le vette più sublimi dell'arte contemporanea.
Fernanda Banchi
Rame, ottone, argento, bulini, punteruoli, martelli: da questi materiali e da questi strumenti di lavoro prende corpo l'arte di Giancarlo Boselli, un'arte che, nello specifico e personale ambito applicativo della cesellatura e dello sbalzo, riassume in sè compiutamente l'antico concerro greco di tèchne, ossia abilità, perizia. Il metallo di cui si serve il Nostro non solo funge da supporto materiale ma costituisce anche uno sfondo dal quale riesce a ricavare figure e spazi pulsanti di una loro intrinseca energia vitale, con esiti di straordinario dinamismo compositivo di superamento della loro naturale cristallizzazione materica. Sotto i colpi sapienti ed abili del suo bulino, Boselli trascende i limiti imposti dalla bidimensionalità della lamina metallica, conferendo una sorta di leggerezza immanente alle figure e agli oggetti posti in rilievo. Ecco, allora, prendere forma, soli a titoli di esempio, la scena di amore e psiche, quella di trionfo di fortuna o il Cristo morto, ripreso dall'omonimo e celebre dipinto di Andrea Mantegna.
Le immagini, si caricano di una notevole valenza espressiva mentre la dovizia di particolare, la sapiente azione cinetica impressa alle figure dal cesello, la loro compattezza e plasticità, e infine l'intensità delle sfumature ordiscono insieme a definire un'arte di grande respiro e soprattutto di profonda vitalità. In seguito a queste brevi considerazioni non è dunque illegittimo affermare che quella di Giancarlo Boselli è, etimologicamente parlando, anche una vera e propria arte maieutica, che sa, cioè, librare la materia bruta ed inerte oltre il limite della sua stessa fisicità ed estrarre da essa, a nuova luce, un campo di infinite possibilità creati ve.
Prof. Ettore Campi
Da anni ormai la difficile e antica arte di sbalzare e cesellare il rame e l'argento trova felice espressione nell'opera di Giancarlo Boselli, mantovano di Moglia di Sermide. Sul supporto di cera d'api, piombo, o pece, con strumenti da lui stesso forgiati, l'artista plasma nei metalli opere di celeb: artisti dell'età umanistico rinascimentale, da Mantegna (Cristo morto di Breda) a Giulio Romano (Psiche dormiente, i gruppi di Giove e Olimpiade, Marte e Venere al bagno, Bacco e Arianna, Polifemo, Aci e Galatea, La caduta di Fetonte nonché opere di propria invenzione, originali figure tratte dalla fantasia popolare o dall'esperienza quotidiana di lavoro e di affetti, turre segnate dal gesto sicuro dell'artefice, abile nel catturare la luce come nel ricercare gli effetti chiaroscurali. Numerosi premi, assegnati da giure qualificate vengono gratificando Boselli, che nella sua copiosa produzione esprime l'inesausto piacere di ripetere i gesti degli artisti del passato e la meraviglia della creazione personale.
Prof. Rodolfi Signorini
hanno scritto di lui...
Stefano Scansani, Fernando Villani, Michele Borghi, Antonella Vincenzi, Ugo Baganza, Gabor, Rodolfo Signorini, Siro Mantovani, Carlo Benfatti, Federico Morra, Orfango Campigli, Gabriella Niero, Vittorio Montanari, Marilena Bugan Chiara Mora, Paola Cortese, Bertarella Sivestro.